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05 febbraio 2010

Bambini in catene

L'immagine del bimbo cinese incatenato al palo dal padre è una pugnalata allo stomaco di chiunque. Il perbenismo ci fa subito pensare che dietro ai fasti della potenza cinese ci sia ancora un continente intero che vive allo stadio medioevale. Ma sbagliamo, là la situazione è drammatica e questa immagine di bimbo in catene spezza il cuore, ma nel nostro mondo civilizzato ci sono altrettante storie di violenza ai danni di bambini e ragazzi. Quindi piangiamo sì, ma non soltanto per lui.

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14 gennaio 2010

113: operazione ciuccio

ciuccio.jpgSulla questione ciuccio, darlo/ non darlo e soprattutto come e quando toglierlo se ne sentono di tutti colori. Da una parte ci sono le mamme integraliste che piuttosto che ricorrere al diabolico oggetto consolatorio sono disposte a farsi ridurre il seno un palloncino sgonfiato, dall'altra le teoriche del ciuccio-forever che tappano la bocca ai loro figli dagli 0 ai 4 anni. Io ho la mia teoria personale a riguardo, maturata anche dopo aver assistito a una straziante crisi di astinenza del figlio di un'amica, un treenne gravemente ciuccio-dipendente che non avrebbe sfigurato a San Patrignano: a casa mia Ciuccio sì, ma a piccole dosi e solo nel letto. Spero che quando verrà il momento di eliminarlo il trauma sarà sopportabile... Al limite racconterò al pargolo l'eroica impresa di questo bambino di Taranto, che, compiuti i 4 anni, ha chiamato il 113 e ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine per portare via tutti i suoi ciucci. Mi sembra molto meglio di tutte le frottole che generalmente si usano (l'ha mangiato la balena, lo mettiamo sull'albero dei ciucci, i folletti e le fatine) per convincere i piccoli tossici a liberarsi dell'amato gingillo.

P.S Per fortuna a rispondere al centralino di Polizia di Taranto c'era una centralinista illuminata, che invece di appendere la cornetta al bambino, ha organizzato con la sua dirigente (donna e probabilmente mamma) un'operazione-ciuccio in grande stile, con tanto di volanti e  poliziotti di quartiere spediti a ritirare i succhiotti smessi!

11 gennaio 2010

Baby jet-leg

jet-leg.jpgNon c'è affatto bisogno di prendere aerei per provare il brivido di ritrovarsi in piena sindrome bambino col jet-leg. Il cocktail micidiale di feste, pranzi, cenoni, party, parenti e overdose di regali fanno più o meno lo stesso effetto di un volo dall'altro capo della terra. Basta mollare un attimo le briglie al motto di "le vacanze sono vacanze per tutti, poi tanto ci si rimette in riga", ed ecco che le piccole pesti si trasformano in nottambuli mangiatori di cioccolato (di solito proibitissimo). Si rifiutano di fare il pisolino prima delle 5 di pomeriggio e per cena esigono ormai solo "acqua pizzichina" e tortellini. Certo, c'è il vantaggio che la mattina si posticipa la solita levataccia, ma in compenso non basta l'intero repertorio mondiale di ninne-nanne per spegnere la creatura prima della mezzanotte! Per non parlare poi di quanti mesi ci vorranno per riportarlo sulla retta via dei passati di verdure e dei brodini vegetali...

08 gennaio 2010

Sciroppino o polentina?

tosse-bambini.jpgTosse, tosse, tosse e anche raffreddore. Il mio piccolo è afflitto da questi disturbi da quando è iniziato l'inverno. Ovviamente l'aria malata della città non aiuta e anche la frequenza del nido peggiora la situazione. E allora che fare? Dopo sedute estenuanti di aerosol sono giunta alla conclusione che faccia ben poco. Forse è più che altro un palliativo che fa credere a noi mamme di fare qualcosa di buono. Allora sono passata a uno sciroppino, con qualche beneficio in più. Anche se non posso continuare a dargli medicine fino all'arrivo della primavera.

C'è l'ultima soluzione che dovrò provare: la cosiddetta polentina! Le nonne la consigliano ad oltranza, ma io per ora mi sono rifiutata, mi pare di praticare una sorta di stregoneria. Si prende la farina di semi di lino si cuoce con l'acqua e si applica ancora molto calda sul petto del piccino, appoggindola su un panno di lana. Pare che sia un rimedio infallibile. vedremo!

23 dicembre 2009

Antiscivolo per tutti

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Problema: arrivano i giorni dell'anno in cui entra nella tua casa il maggior numero di persone. Nonni, zii, cugini e amici varcano la soglia della tua casetta senza più di tanto pensare che su quel pavimento la creaturina gattona e si rotola. Per giorni hai complicato la tua esistenza togliendoti le scarpe fuori di casa e facendo salti mortali per non appoggiare roba sporca sul pavimento dove il piccolino si diverte a passare e, in poche ore, tutto è vanificato. E allora? Come si fa a evitare che usino le scarpe a casa tua?

Soluzione: regala a tutti calzine antiscivolo oppure ciabattine da viaggio. Per il pranzo e il cenone ormai è tardi, avresti dovuto recapitare a ciascuno il regalo al proprio domicilio perché arrivassero accessoriati, ma per le prossime volte nessuno potrà addurre scuse. Se per Natale hai già comprato i regali, puoi sempre pensarci per la befana.

14 dicembre 2009

Neonate scambiate in culla. E se fosse successo a me?

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Barletta, neonate scambiate in culla
Innanzitutto mi sembra impossibile che vedendo i numeri sbagliati sui braccialetti identificativi i neogenitori non abbiano ribaltato l'intera struttura ospedaliera prima di appurare di avere tra le braccia la propria pargoletta. Senza volerli giudicare, voglio provare soltanto a immedesimarmi in questo episodio che trasforma la nascita per poche ore in un incubo.

In me il vero e proprio senso materno è nato direttamente in sala parto, la fatica e l'attesa che si riempie dell'emozione più grande. Da quel momento la creaturina è diventata parte di me, unico motivo di vita. Quindi credo che avrei donato tutto il mio amore e il mio calore a quella piccolina, senza dubbi e perplessità. Appurato poi il misfatto, dopo un momento di smarrimento avrei riversato altrettanto affetto o forse ancora di più alla mia stessa figlia. Non mi sembra un dramma come è stato dipinto.

10 dicembre 2009

Basta peluche voglio il doudou

doudou.jpgE' passato il tempo degli orsacchiotti di peluche, oggi i bimbi dormono con lo straccetto. Ho sentito dire che in Francia ogni neonato esce dal reparto maternità già dotato di doudou. Da noi sta entrando a far parte delle nostre abitudini, nella versione più casalinga c'è chi mette nella culla vecchie magliette o sciarpe morbide e un po' logore e chi va alla ricecra di straccetti super cool.

Io ne ho trovato uno speciale per la mia creaturina si chiama lable-lable, è una salviettina alla quale sono state cucite tante etichette e nastrini di diversi tessuti. La adora, se la coccola, ci gioca, la osserva. E' un ottimo antistress.

Un consiglio: perché il tuo pupo lo accetti con ancora più passione prova a tenere lo straccetto addosso per una notte e, dal giorno seguente, dallo al tuo bambino, non potrà più farne a meno e servirà per consolarlo nei momenti difficili o quando faticherà ad addormentarsi.

18 novembre 2009

Mamma, da grande voglio fare la Belen


belen-valentino.jpgSe avessi un figlio di 7 anni che mi dice che vuole essere Valentino Rossi, proprio non stapperei champagne, ma me ne farei una ragione... dopotutto le moto i maschi ce le hanno nel dna e poi la fama, il successo, aspirazione comprensibile.
Ma vorrei proprio vedere la faccia di quelle povere madri, le cui figlie non ancora adolescenti alla domanda del sondaggio Eurispes e Telefono Azzurro "Chi sarò da grande?" hanno risposto in coro e senza esitare: Belen Rodriguez! Forse che qualcuno ha sbagliato qualcosa?


13 novembre 2009

Gelmini: maternità, no grazie!

gelmini.jpgLa Ministra Gelmini fa outing e ci rivela il suo "stato interessante", ma subito aggiunge che non mollerà la sua poltrona neppure per un giorno, dopo la nascita della creatura. E così oltre alle ire delle mamme di figli in età scolare si attira gli insulti di tutte le precarie d'Italia, che non hanno diritto neppure a un giorno di maternità pagata. Ma esibire il pancione che avanza e, subito dopo il parto, tornare in carriera come e più di prima, pare sia il trend del momento, almeno per quanto riguarda certe professioni. Sarà mica un caso che il 46% delle operaie si ritira a vita privata prima del quinto mese (dati Corriere della Sera) e nella maggior parte dei casi decide di passare il resto dei suoi giorni fra biberon e brodini vegetali. Quelle come Mariastella invece, parlano già di nursery in Parlamento, di biberon fra un Consiglio dei Ministri e una commissione, di donne poliedriche che riescono a conciliare famiglia e carriera. Certo un bebè urlante accudito da stuoli di nanny si può portare tranquillamente in tour nei saloni del Transatlantico o in qualche studio televisivo a far la comparsata, ma ve le immaginate stuoli di operaie responsabili e innamorate del proprio mestiere che cambiano pannolini sulla catena di montaggio?

11 novembre 2009

Come cani e gatti

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Se, per caso, da quando è nato il vostro pargolo avete notato un'impennata dei litigi coniugali e sono più le volte che sognate un avvocato che quelle in cui vi balena l'idea di rivolgervi a un consulente matrimoniale, potete tirare un respiro di sollievo. Se invece di fare un figlio aveste deciso di adottare un cucciolo peloso le cose andrebbero certamente peggio. Pare infatti che fra le coppie con animale in casa i divorzi e le separazioni siano in aumento vertiginoso. La convivenza con un quadrupede, un serpente e perfino con un pappagallino mina l'equilibrio amoroso molto più dell'arrivo di un neonato urlante e bisognoso di cure. E non c'è neppure la consolazione di una separazione light, ognuno per la sua strada e chi si è visto si è visto, perché ora anche cani e gatti hanno diritto all'affido condiviso con tanto di spese legali, udienze, vacanze, alimenti e psico-consulenze. Insomma mal comune...

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