La tata una e trina, anzi…quatrina

tate.jpgIeri pomeriggio ho fatto la mia rentrée ai giardinetti dopo la pausa estiva e ho capito che nel centro di Milano c’è una specie da salvare: la nanny-di-famiglia-ricca-e-prolifica. Mentre inseguivo il Pargolo tra altalene, scivoli e gessetti, mi casca l’occhio su una giovane baby sitter sudamericana con passeggino farcito di bambino unenne. Non so perché, ma non posso fare a meno di ascoltarla mentre cerca di richiamare all’ordine la sorellina più grande, intenta a giocare con le amiche: “Ludovica andiamo che è tardi“, “Dai che dobbiamo andare a casa“. La piccola peste, come da manuale, fa orecchie da mercante: “ancora 5 minuti dai…”. Vengo rapita dall’estenuante tiramolla che va avanti per una decina di minuti, finché la tata con voce lievemente rotta dallo stress proclama: “dobbiamo tornare per le 6 e un quarto, devo farvi il bagnetto, finire la sala e preparare le zucchine!“. In quell’istante realizzo che di fianco alla Ludo si sono materializzati altri due piccoli cloni maschi armati di palla, spade e bicicletta. Non saranno certo tutti fratelli – mi dico – dopotutto i bambini biondi si somigliano tutti. Ma quando all’ultimatum della sventurata li vedo trotterellare tutti e tre in ordine decrescente verso il passeggino, non posso fare a meno di pensare alle fortune di Paris, appena tornata da una lunga trasferta in Riviera con un adorabile figlio unico.

La tata una e trina, anzi…quatrinaultima modifica: 2009-09-18T15:55:00+00:00da admin
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