La steineriana in nero

crudelia.jpgDelle magagne del nido di mio figlio ho già detto, ma vi aggiorno con ulteriori dettagli. Le due maestre si sono più o meno riprese dallo stress del cambio di contratto e hanno quasi finito il duro lavoro dell’inserimento di 14 piccole iene. Bisogna ammettere che le ragazze stanno facendo del loro meglio per rendere uno stanzone sguarnito un po’ meno desolante, con pannelli di foglie secche, decorazioni improvvisate, giocattoli e libretti gentilmente donati dai genitori. Oggi mentre ero lì con loro per il delicato momento dell’ambientamento del Pargolo (che tra l’altro per ora non sembra tanto propenso a farsi rinchiudere fra 4 mura per più di 20 minuti) entra la coordinatrice della nuova cooperativa accompagnata dalla “consulente steineriana“, invitata per supervisionare la situazione. Vestita in total black con foulard turbante molto fashion, l’esperta pedagoga si aggira disgustata fra giocattoli in plastica made in china, bolle di sapone tossiche, pennarelli, canzoncine dello zecchino d’oro e quanto di meno antroposofico esista sulla terra. E, guardando le povere creature innocenti con aria sconsolata, comincia a pontificare con aria saccente sull’importanza del gioco per i più piccoli, suggerendo alle educatrici svaghi stimolanti come le costruzioni in nobile legno, i travasi col riso soffiato e altre amenità. Quando poi, in qualità di moglie di medico antroposofo, azzarda un consiglio anti-suina a base di ferro meteoritico per chi sta a contatto con i bambini-untori, leggo immediatamente la furia omicida negli occhi di una delle due maestre e dentro di me non trattengo la risata. Appena Lady Steiner lascia la classe, scatta la ribellione: “come si fa a incassare critiche da un’insegnante che si presenta agli infanti vestita tutta di nero, manco andasse a una sfilata? E l’Essenza dei colori del grande Rudolf Steiner dove è finita?

La steineriana in neroultima modifica: 2009-10-06T15:30:00+00:00da admin
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